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IL G.A.P: come viene definita un’area di consolidamento

IL G.A.P: come viene definita un’area di consolidamento

Autore: MATTIA CORTESI

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operazioni di consolidamento

05/04/2016

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Con l’introduzione della nuova riforma contabile degli enti pubblici, un aspetto di peculiare importanza viene racchiuso nello strumento di bilancio consolidato. Infatti, l’art 11 comma 1 lettera c) del d.lgs 118/2011 prevede che , tra gli schemi di bilancio da adottare,  le amministrazioni di cui all’art 2 devono necessariamente indicare l’allegato 11 concernente lo schema di bilancio consolidato disciplinato dall’art 11-bie e 11-ter sempre del predetto decreto.  L’intera operazione di consolidamento prende in considerazione gli Enti, i propri organismi strumentali, aziende, società controllate e partecipate e viene posta in essere con il fine ultimo di fornire una rappresentazione  veritiera e corretta della situazione finanziaria, patrimoniale e del risultato della complessiva attività posta in essere dalle organizzazioni predette.  Infatti, l’introduzione normativa del bilancio consolidato parte dalle carenze informative e valutative dei bilanci degli enti che perseguono le proprie funzioni anche attraverso enti strumentali detenendo in essi rilevanti partecipazioni, dando conseguentemente una dimostrazione, anche di natura contabile, delle proprie scelte di indirizzo, pianificazione e controllo. Il bilancio consolidato risulta, quindi, uno strumento utile per l’amministrazione capogruppo come ai fini della  programmazione e di audit aziendale, permettendo di conseguenza un rafforzamento del corporate governace dell’intero gruppo.  La redazione del bilancio consolidato ( come da allegato 4/4) risulta obbligatoria, dal 2015, per tutti gli enti con popolazione superiore ai 5000 abitanti ( non sperimentatori), mentre per quelli con popolazione inferiore ai 5000 abitanti, come previsto dall’art 232 comma 2, sono tenuti alla predisposizione di tale strumento contabile a decorrere dall’esercizio 2018 con riferimento all’esercizio 2017. E’ importante sottolineare ( come previsto dal comma 3 dell’art 11-bis) che l’intera area di consolidamento, denominata anche“Gruppo di Amministrazione Pubblica”,prende in considerazione qualsiasi ente strumentale, azienda, società controllata e partecipata indipendentemente dalla sua forma giuridica pubblica o privata, anche se l’attività che svolge sono dissimili da quelle degli altri componenti del gruppo.  Vanno a costituire, pertanto, il “Gruppo Amministrazione Pubblica”:

1) gli organismi strumentali dell’amministrazione pubblica capogruppo essendo questi articolazioni organizzative della capogruppo stessa;                                                                                                                                         

2) gli enti strumentali controllati dell’amministrazione pubblica capogruppo, costituiti dagli enti pubblici e privati e dalle aziende  nei cui confronti la capogruppo ha il possesso diretto i indiretto della maggioranza dei voti esercitabili nell’ente o nell’azienda;  ovvero sono enti controllati quegli enti in cui la capogruppo ha il potere assegnato da legge, statuto o convenzione di nominare o rimuovere la maggioranza dei componenti degli organi decisionali, competenti a definire le scelte strategiche e le politiche di settore, nonché a decidere in ordine all’indirizzo, alla pianificazione ed alla programmazione dell’attività di un ente o di un’azienda, ovvero sono controllati quegli enti in cui la capogruppo ha l’obbligo di ripianare i disavanzi nei casi consentiti dalla legge, per percentuali superiori alla quota di partecipazione o nei quali la capogruppo stessa esercita un’influenza dominante in virtù di contratti o clausole statutarie, nei casi in cui la legge consente tali contratti o clausole;                                                                                                                     

3) gli enti strumentali partecipati di un’amministrazione pubblica ossia quegli enti in cui la capogruppo ha una partecipazione in totale assenza delle condizione precedentemente descritte ed analizzate;             

4) società controllate dall’amministrazione pubblica, nei cui confronti la capogruppo o ha il possesso, diretto od indiretto, anche sulla scorta di patti parasociali, della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria o dispone dei voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante sull’assemblea ordinaria; ovvero la capogruppo ha il diritto di esercitare un’influenza dominante sulla base di norme imperative;                                                                                

5) società partecipate dall’Ente Locale capogruppo ovvero trattasi di società a totale partecipazione pubblica affidatarie dirette di servizi pubblici locali della regione o dell’Ente Locale indipendentemente dalla quota di partecipazione; precisando che per queste a decorrere dal 2018, con riferimento all’esercizio 2017,  la definizione di società partecipata è estesa alle società nelle quali la Regione o l’Ente Locale, direttamente o indirettamente,  dispone di una quota significativa esercitabile in Assemblea, pari o superiore al 20% o al 10% se trattasi di Società quotata.                                                                                                                                      

Al fine di consentire la predisposizione del consolidato di gruppo, la capogruppo, in ossequio a quanto previsto dal punto 3.1 dell’allegato 4/4 al dlgs 118/2011, deve predisporre due distinti elenchi indicante:

  1. gli enti, le aziende e le società che compongono il gruppo amministrazione pubblica, evidenziando gli enti, le aziende e le società che a loro volta, sono a capo di un gruppo amministrazione pubblica o di imprese,
  2. gli enti, le aziende e le società componenti del gruppo e ricompresi nel bilancio consolidato.

Gli elenchi precedentemente descritti sono oggetto di approvazione da parte dell’organo esecutivo dell’Ente.  Un’appunto di particolare rilevanza occorre effettuarlo circa gli organismi che vengono indicati nei predetti elenchi. Infatti vengono citati esclusivamente enti, aziende e società tralasciando l’indicazione degli organismi strumentali. Tali non vengono indicati perché considerati aprioristicamente fra quelli che partecipano già alla formazione del bilancio consolidato come previsto dall’articolo 11 comma 1 lettera b).  Un’ulteriore considerazione riguarda gli enti e le società del gruppo che vengono indicate nell’elenco ma possono non essere racchiusi nell’elenco numero 2. Questo accade quando sussistono casi di irrilevanza ovvero dell’impossibilità di reperire le informazioni necessarie al consolidamento. Sussiste irrilevanza quando il bilancio di un componente del gruppo è irrilevante ai fini della rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico del gruppo. Sono perlopiù considerati irrilevanti i bilanci che presentano un’incidenza inferiore al 10 % per gli enti localie al 5 % per le Regioni e le Provincie Autonome rispetto il totale dell’attivo, del patrimoni netto ovvero dei ricavi dell’attività caratteristica aziendale; in ogni caso sono considerati irrilevanti, e non oggetto di consolidamento, le quote di partecipazione inferiori all’1% del capitale della società partecipata. Come descritto oltre all’irrilevanza, come motivo di esclusione, vi è anche l’impossibilità di reperire le informazioni necessarie al consolidamento in tempi ragionevoli e senza spese sproporzionate.

Al termine di ogni esercizio occorre rivedere questi elenchi al fine tenere in considerazione quanto avvenuto nel corso della gestione; la versione definitiva dei di essi verrà conseguentemente inserita nella nota integrativa al bilancio consolidato. Risulta importante sottolineare che nel caso in cui non risultino enti o società controllate o partecipate oggetto di consolidamento, la delibera di approvazione del rendiconto dichiara formalmente che l’ente non ha enti o società, controllate e o partecipate, oggetto di consolidamento e che no procede all’approvazione del bilancio consolidato relativo all’esercizio precedente.

Prima dell’avvio dell’operazione di consolidamento redazione,  l’amministrazione pubblica capogruppo deve necessariamente comunicare agli enti, alle aziende e alle società comprese nel secondo elenco che saranno comprese nel proprio bilancio consolidato del prossimo esercizio, trasmettendo perlopiù a ciascuno di essi sia l’elenco degli enti ricompresi nel consolidato stesso che le direttive necessarie per rendere possibile la predisposizione del bilancio consolidato. Queste ultime direttive riguardano le modalità, la documentazione, le informazioni e i tempi di trasmissione dei bilanci di esercizio, dei rendiconti e dei bilanci consolidati e delle informazioni integrative necessarie all’elaborazione del consolidato. I bilanci delle singole società figlie devono essere trasmessi alla capogruppo entro 10 giorni dall’approvazione dei bilanci e, in ogni caso, entro il 20 agosto dell’anno successivo a quello di riferimento, mentre i consolidati delle sub-holding vengono trasmessi entro il 20 agosto dell’anno successivo a quello preso in riferimento. Pertanto dovranno essere inviate alla capogruppo il bilancio consolidato nel caso di sub-holding, il bilancio di esercizio da parte dei componenti del gruppo che adottano la contabilità economico – patrimoniale, il rendiconto consolidato dell’esercizio da parte dei componenti del gruppo che adottano la contabilità finanziaria affiancata alla contabilità economico – patrimoniale, tutti questi dovranno essere necessariamente rettificati in sede di consolidamento nel caso in cui siano presenti delle difformità circa i criteri di valutazione e di consolidamento.

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