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ESTENSIONE DEL REVERSE CHARGE

ESTENSIONE DEL REVERSE CHARGE

Autore: Alice Guerra

Questo articolo contiene:

Reverse charge, legge di stabilità

22/01/2015

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Il comma 629 della Legge di stabilità 2015 prevede l’estensione del meccanismo del reverse charge ad ulteriori cessioni di beni e prestazioni di servizi, compatibilmente a quanto previsto nella Direttiva 2006/112/UE. In particolare il meccanismo dell’inversione contabile è esteso:

  • alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici (art.17 nuova lett. a-ter DPR633/72);
  • ai trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra definite all'articolo 3 della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, e successive modificazioni, trasferibili ai sensi dell'articolo 12 della medesima direttiva 2 003/87/CE, e successive modificazioni (art.17 nuova lett. d-bis DPR633/72);
  • ai trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla citata direttiva 2003/87/CE e di certificati relativi al gas  e all'energia elettrica (art.17 nuova lett. d-ter DPR633/72);
  • alle cessioni di gas e di energia elettrica a un soggetto passivo rivenditore ai sensi dell'articolo 7 bis, comma 3, lettera a (art.17 nuova lett. d-quater DPR633/72);
  • alle cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati, supermercati e discount alimentari (art.17 nuova lett. d-quinquies DPR633/72).

Il meccanismo del reverse charge prevede che sia l’acquirente ad assolvere l’iva in luogo del cedente.

Il venditore dovrà emettere la fattura senza addebitare l’imposta. Il destinatario integrerà la fattura ricevuta con l'indicazione dell'aliquota e dell’importo propria della operazione e registrerà il documento sia nel registro IVA delle fatture emesse sia nel registro IVA degli acquisti.

 

Nuova lett. a–ter) dell’art.17 DPR 633/72

La nuova lettera a-ter) del comma 6 dell’art. 17, DPR 633/1972 prevede che il sistema dell’inversione contabile si applichi alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici a condizione che il committente sia un soggetto passivo Iva, a prescindere dal fatto che le prestazioni siano rese:

  • dal subappaltatore nei confronti delle imprese che svolgono l’attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell’appaltatore principale o di un altro subappaltatore;
  • nei confronti di un contraente generale a cui venga affidata dal committente la totalità dei lavori.

Per l’identificazione delle prestazioni si dovrebbe fare riferimento al codice attività, ovvero:

  • codice ateco 43.11.xx per i lavori di demolizione;
  • codice ateco 43.2x.xx per i lavori di installazione impianti, completamento (e finitura);
  • per quanto riguarda i lavori di pulizia, un’interpretazione estensiva della norma, porta a ritenere che siano inclusi sia quelli classificati nella classe 43.39.09 che quelli ricompresi nella classe 81.21.xx e 81.22.xx.

La nuova misura viene introdotta a regime a partire dal 1° Gennaio 2015.

 

Nuove lettere d-bis), d-ter), d-quater) e d-quinquies) dell’art.17 DPR 633/72

In base alle nuove lettere d-bis), d-ter), d-quater) e d-quinquies) art. 17, comma 6, D.P.R. n. 633/1972, il meccanismo dell’inversione contabile, dal 1° gennaio 2015 e fino al 31 dicembre 2018, si applicherà anche:

  • ai trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra di cui all’art. 3 della direttiva n. 2003/87/CE;
  • ai trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla citata direttiva n. 2003/87/CE e di certificati relativi al gas e all’energia elettrica;
  • alle cessioni di gas e di energia elettrica ad un soggetto passivo-rivenditore, ossia ad “un soggetto passivo la cui principale attività in relazione all’acquisto di gas, di energia elettrica [...] è costituita dalla rivendita di detti beni ed il cui consumo personale di detti prodotti è trascurabile”;
  • alle cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati (codice attività 47.11.1), supermercati (codice attività 47.11.2) e discount alimentari (codice attività 47.11.3). Tuttavia, l’applicazione del reverse charge alle cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati, supermercati e discount alimentari, è subordinata al rilascio, da parte del Consiglio dell'Unione europea, di una misura di deroga ai sensi dell'articolo 395 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006.

 

Cessione di bancali di legno

Attraverso un intervento al settimo comma dell’articolo 74 DPR 633/72, il reverse charge troverà applicazione oltre che ai rottami, cascami e avanzi di metalli ferrosi, anche alla cessione di bancali di legno (pallet) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo.

 

Diritto di rimborso dell’Iva

Per tutte le nuove fattispecie soggette a reverse charge è possibile chiedere il rimborso dell’eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione IVA annuale in base al presupposto di cui all’art. 30, comma 3, lettera a), DPR633/72, ossia in caso di differenza delle aliquote medie sulle vendite e sugli acquisti.

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